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Referendum costituzionale 4 dicembre 2016


23-11-2016 11:32:29

Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione.

– Superamento del bicameralismo paritario, cioè di una Camera e di un Senato uno “doppione” dell’altro, investiti degli stessi poteri e delle stesse funzioni; spetterà alla sola Camera dare o revocare la fiducia al governo; il Senato rappresenterà le autonomie (regioni e comuni); nell’ambito del nuovo bicameralismo differenziato previsto dalla riforma, c’è un rafforzamento del ruolo del Parlamento, grazie alla limitazione del ricorso ai “decreti legge” da parte del governo e alla introduzione delle cosiddette “leggi a data certa”.

– Riduzione del numero dei parlamentari, dagli attuali 945 a 730.

– Contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, tra cui: eliminazione dell’indennità dei senatori, che godranno solo dell’indennità da consigliere regionale o da sindaco; riduzione dei costi della struttura del Senato; abolizione definitiva delle Province; eliminazione dei rimborsi ai gruppi politici dei Consigli regionali e tetto alle indennità dei consiglieri regionali, che non potranno percepire più del sindaco del capoluogo di regione.

– Soppressione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, un organo previsto dall’attuale Costituzione ma rivelatosi oggettivamente poco utile ai fini della formazione delle leggi e delle politiche pubbliche.

– Revisione del Titolo V della seconda parte della Costituzione, cioè ridefinizione e chiarimento delle competenze esclusive dello Stato e di quelle delle regioni, con eliminazione delle cosiddette “competenze concorrenti”.